Camp Erech – Mauritania

Inizia oggi il nuovo progetto di Ayzoh!

Inizia oggi ― con il lancio di una campagna di crowdfunding su PDB ― Camp Erech, un grande progetto di Ayzoh! che unisce un’iniziativa di imprenditoria sociale nel deserto della Mauritania – di grande importanza per le comunità coinvolte – al racconto multimediale della storia di Riccardo Yahya, una vicenda ricca di eventi eccezionali che può essere fonte di ispirazione e spinta al cambiamento per tutti | vai qui per leggere tutti i dettagli


Premessa

Negli anni ‘90, Riccardo De Biase è un affermato fotografo di moda che lavora tra Roma, Milano e Los Angeles. Alla scoperta di una grave malattia neurodegenerativa, abbandona la professione e cambia radicalmente la sua vita: si trasferisce in Mauritania, nella regione desertica dell’Adrar.

Là conosce Fatimatou e decide di stabilirsi nel suo accampamento, vivendo con lei una vita semi-nomade. Inoltre, si converte all’Islam e cambia il suo nome in Yahya. Oggi, Riccardo e Fatimatou vivono nell’accampamento di Camp Erech (a volte chiamato Erch Camp) con le loro figlie.

In questa sua nuova vita, Riccardo Yahya si definisce un “trovatore”: un esploratore che cerca emozioni da condividere con gli ospiti di passaggio a Camp Erech e con i viaggiatori che accompagna nei suoi circuiti turistici.

Infatti — dopo aver lasciato per sempre il mondo della fotografia professionale — Riccardo Yahya ha avviato un’attività da travel designer in cui organizza circuiti turistici, personalizzati e focalizzati sulla divulgazione delle grandi ricchezze paesaggistiche, storiche e culturali della Mauritania.

Con i proventi generati dai turisti — oltre a sostenere la propria famiglia e le persone che vivono a Camp Erech — contribuisce alla gestione della scuola del villaggio vicino, dove le figlie studiano, e all’avviamento di piccole attività imprenditoriali per le persone della comunità.

Ma…

La malattia di Riccardo Yahya avanza inesorabile e lui fa sempre più fatica a seguire i tour e a organizzare i circuiti che – grazie al suo carisma unito alla profonda conoscenza del territorio e a grandi doti di narratore – sono diventati leggendari nel settore del turismo culturale, antropologico e responsabile.
Oltre a raccontare la sua straordinaria storia, si rende quindi necessario un intervento per rendere strutturale e sostenibile nel tempo quello che lui – insieme alla sua famiglia e a tutte le persone che l’hanno accolto a Camp Erech – ha costruito nel corso degli anni.


Perché riteniamo che la storia di Riccardo Yahya sia importante e perché potrebbe riguardare anche te…

Quella di Riccardo Yahya e della sua famiglia è una grande storia di forza d’animo, di come le difficoltà si possono trasformare in opportunità e di come anche dall’isolamento può sempre nascere un’energia in grado di connettere luoghi e persone distanti tra loro.

La sua vicenda — vissuta negli anni con semplicità, senza proclami o speculazioni commerciali — contiene al suo interno tutti gli archetipi letterari, cioè gli elementi che costituiscono la struttura narrativa di ogni grande racconto: eroe, mentore, guardiano della soglia, messaggero, ombra, mutaforma, catalizzatore.

Questi archetipi sono gli elementi che, fin dall’antichità, trasformano la storia di una singola persona in un racconto epico in cui chiunque può estrapolare un grande insegnamento per la propria situazione momentanea, una spinta decisiva per la propria direzione di vita o a capire davvero il valore delle cose in cui crediamo perché — come ci suggerisce Antoine de Saint-Exupéry in un suo famoso scritto: “…l’essere umano è governato dallo Spirito. Nel deserto valgo quanto valgono le mie divinità”.

Dalla storia di Riccardo Yahya può dunque nascere un racconto di vita in grado di ispirare tanti — indipendentemente da livello culturale, status sociale, religione, idee politiche, stile di vita e nazionalità — a non arrendersi, a non piangersi addosso, a lottare per essere promotori del proprio cambiamento e di quello della comunità in cui vivono | vai qui per leggere tutti i dettagli


La squadra di lavoro

Aida Aicha Bodian / Ayzoh!
crowdfunding + marketing

Luisa Wizzy Casagrande / Ayzoh!
ricerca antropologica + interviste + testi originali

Emmanuel Edson
comunicazione + gestione eventi e mostre

Concetta Ferrario / Ayzoh!
calligrafia + illustrazioni

Silvia Ferraris / Waga Studio
consulenza artistica per gli eventi multimediali

Martino Ghielmi / VadoinAfrica
PR + disseminazione

Claudio Maria Lerario / Ayzoh!
fotografia + riprese video + editing foto + progettazione editoriale + montaggio video

Massimo Modesti / Ayzoh!
antropologia + educazione comunitaria

Ubaldo Samuelli / Ayzoh!
design + progettazione delle esposizioni multimediali

Giulia Zhang / Ayzoh!
fotografia + riprese foto/video con drone + registrazioni audio + interviste + ricerca linguistica